Padre di Fabiana, la 16enne uccisa: no a permessi all’omicida
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I genitori di Fabiana Luzzi prima dell'orazione funebre, Corigliano Calabro, 28 maggio 2013. ANSA/FRANCESCO ARENA
Lettera al ministro di Giustizia e a Mattarella: “lo Stato non ci tutela”
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA). Mario Luzzi, il papà di Fabiana, la sedicenne accoltellata e bruciata viva dal fidanzato il 24 maggio del 2013 a Corigliano, ha scritto una lettera al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per protestare contro i permessi premio concessi all’assassino della figlia.
“A marzo 2016 in Cassazione – afferma il papà di Fabiana nella lettera che l’ANSA ha potuto leggere – l’assassino fu condannato a 18 anni e 7 mesi di reclusione, una pena ridicola in confronto alla gravità di quello che ha fatto. Sono venuto a conoscenza che quest’anno, già tre volte, ha ottenuto licenze premio. Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia. Appena appresa la notizia è stato necessario recarci in ospedale per il forte trauma subito, sapendo di poter ritrovare l’assassino di nostra figlia nel nostro paese, dopo appena 3 anni dalla sentenza. Ci sentiamo distrutti e abbandonati da uno Stato che non ci tutela”.