L’uomo che oscurò il Re Sole illumina il teatro Grandinetti
3 min di lettura
Suggestivo racconto di un immenso Alessio Boni
Sembra una vecchia soffitta quella che si prospetta allo spettatore appena si apre il sipario.
Un malinconico violino, magistralmente guidato da Alessandro Quarta, è l’ouverture di quello che diventerà un racconto avvincente, grazie al carismatico Alessio Boni che, entrato in scena, inizia a narrare, partendo dall’infanzia, le tappe più significative della vita di Jean-Baptiste Poquelin, nome che a molti non ricorda nulla, se non quando il narratore ricorda al pubblico il suo nome d’arte: Moliere.
Nato a Parigi nel 1622 in una famiglia benestante, Jean-Baptiste vuole studiare e diventare avvocato, ma, a metà del suo percorso, capisce di voler fare l’attore e il padre, commerciante, pur non capendo le sue decisioni, non ostacola quel figlio balbuziente e stravagante, mai immaginandone il genio creativo che lo renderà uno dei più grandi autori teatrali di tutti i tempi. Sarà l’amore, come sempre a guidare la vita di Moliere (nel bene e nel male), che sedotto dalla bellezza della giovane attrice Madeleine Béjart, decide di seguirla e fonda con lei una compagnia teatrale.
Ed è proprio partendo dall’infanzia che, uno straordinario Alessio Boni incanta il pubblico in sala, narrando con maestria la crescita e la decisione di diventare un attore, gli insuccessi ed i conseguenti problemi economici cui Moliere incorre, ostinandosi a scrivere e mettere in scena tragedie non gradite dal pubblico, e poi il successo delle commedie comiche che lo portano ad avere la protezione di Luigi XIV. Boni riesce con maestria a sviscerare tutti gli aspetti più intimi del grande artista, le grandi fragilità, il genio e la testardaggine, in un susseguirsi di scene che egli stesso crea un po’ attraverso la narrazione, ma anche facendo rivivere i personaggi storici che ruotando intorno a Moliere, esibendosi in dialoghi geniali, vestendone abilmente i panni.
Il racconto è reso ancora più incisivo dalla presenza del polistrumentista Alessandro Quarta, attraverso violino e pianoforte, senza mai imporsi sulla narrazione, ma impreziosendola. L’attore e il musicista, in una simbiosi perfetta, accompagnano lo spettatore fino alla morte di Moliere, che anche da morto riesce a farsi beffa della Chiesa, che tanto aveva screditato in vita con le sue commedie, riuscendo a farsi seppellire in terra consacrata.
Per una sera, grazie alla carismatica interpretazione del grande Alessio Boni e alla bravura del musicista Alessandro Quarta, il pubblico viene magicamente catapultato nella romantica Francia del 1600. Attraverso “l’uomo che oscurò il Re Sole”, Boni e Quarta, non rendono omaggio solo all’immenso genio di Moliere, ma in qualche modo a tutti gli attori e alle maestranze del teatro che con coraggio, nei secoli, non hanno mai rinunciato alla propria arte e al palcoscenico, anche quando sembrava una battaglia persa.
Con questo splendido spettacolo AMA Calabria, riapre le porte del Teatro Grandinetti e inaugura la stagione teatrale e musicale che proseguiranno con tutti gli eventi in cartellone visionabili sul sito internet e sui canali social della prestigiosa Associazione di promozione culturale.
Tiziana De Matteo